Facebook, quando le certezze crollano

Ottobre è stato il mese nero per le pagine Facebook.

Se hai un’attività online e hai dei canali social collegati al tuo lavoro te ne sarai accorto: negli ultimi tempi la piattaforma di Zuckerberg non ha dato grosse soddisfazioni in termini di reach organica, che sembra essere calata in modo netto, come mai era successo.

In rete c’è stato parecchio tam tam: tra lamentele e l’esperimento dell’Explore Feed si fa fatica a mettere in ordine le idee.

Ci proviamo noi con questo post.

La reach organica è al minimo

Da quando Facebook è entrato a far parte della nostra quotidianità, questa è la prima volta che i dati sono poco incoraggianti. I continui cambiamenti dell’algoritmo e i test che stanno facendo in casa Facebook hanno portato ad un crollo della visibilità organica delle pagine aziendali, sia di quelle piccole che di quelle grandi.

È un dato che allarma e preoccupa, ma dobbiamo farcene una ragione e capire come reagire.

L’ombra dell’Explore Feed

Se hai seguito un po’ di notizie dal mondo social, saprai che Facebook sta testando l’Explore Feed, cioè uno spazio alternativo in cui verranno inseriti tutti i contenuti pubblicati dalle pagine aziendali, per dare più risalto a quello di parenti ed amici.

Immagina questa funzionalità come alla scheda “Promozioni” che c’è su Gmail: per poter vedere le offerte devi andare nel tab specifico, mentre in quello principale sono visibili solo le email personali.

Se quest’esperimento dovesse portare a determinati risultati, sembra che l’unico modo per comparire nel feed di notizie principali sarà quello di sponsorizzare i propri contenuti.

Non c’è ancora niente di certo, ma è meglio prepararsi.

Quindi? Basta lamentarsi

Come dice Gianluca Diegoli in questo articolo:

«Credo che sia venuto il momento di smettere di lamentarsi del calo della reach organica (parlo di Facebook ma non solo) per iniziare invece a prendere in considerazione i vantaggi del posizionamento a pagamento dei contenuti: è impagabile la possibilità di sfruttare meglio la targetizzazione e l’immensa mole di dati che Facebook ci consente di sfruttare, di integrare i dati delle piattaforme con dati di prima parte e CRM in modo da far vedere il contenuto giusto alla persona giusta, di utilizzare la sponsorizzazione dei contenuti in logica geografica o di momento preciso della giornata.»

Insomma, i tempi delle vacche grasse in cui si poteva promuovere su Facebook anche senza investire in pubblicità sono finiti. Invece sprecare fiato brontolando e prendendotela con Zuckerberg (tanto le cose non cambiano), potresti iniziare a fare qualcosa in proposito, ad esempio:

  • diversifica i canali in cui comunichi. Hai sempre e solo contato su Facebook per promuovere la tua attività online? Bene: se vuoi ancora essere visibile in qualche modo, è arrivato il momento di cambiare rotta. Metti in campo altri strumenti, come una DEM profilata o delle risorse free che condividi in cambio di indirizzi email su cui potrai lavorare in seguito.
  • definisci un budget da destinare alla pubblicità. Se vuoi continuare ad essere visibile su Facebook non puoi più pensare di farlo pubblicando post senza promuoverti. Se fino a qualche tempo fa, chi faceva adv su Facebook era lungimirante, ora è diventato fondamentale.
  • lavora sulla strategia. Basta pubblicare contenuti ogni momento, solo per essere visibili e far parlare di sé. Da oggi, soprattutto su Facebook, diventa ancora più importante dire poco ma farlo come si deve.

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