Perché fai quello che fai

partire dal perché

Perché hai scelto di avviare un’attività nel settore edilizio? Perché hai deciso di diventare imprenditore? Perché ti piace così tanto costruire piscine? Trovare la risposta a queste domande non è sempre facile, è vero, ma riuscire a farlo ti consente di cambiare punto di vista sul tuo lavoro ed impostare con occhi nuovi la tua strategia digitale.

Ci spiega bene questo approccio Simon Sinek, nel suo libro “Start with Why”, esiste anche la versione in italiano: “Partire dal perché. Come i grandi leader sanno ispirare collaboratori e clienti”. Sinek sostiene che:

“Le persone non comprano quello che fai, ma perché lo fai”.

La sua idea, semplice e al tempo stesso molto efficace, consiste nel riconcepire la mission di un’azienda e spostare il baricentro altrove. L’errore è che quasi tutte le imprese tendono a focalizzare la loro comunicazione, digitale e non, sul cosa fa, dimenticandosi di raccontare del perché lo fa.

Partire dal perché

Secondo Sinek uno degli ingredienti fondamentali per avere successo, come azienda, è proprio lavorare sul perché.

Attraverso esempi concreti legati a brand noti come Apple o DELL, Sinek ci spiega che i consumatori non comprano quello che un’azienda offre ma il motivo per cui fa quella cosa. Partire dal perché aiuta persone ed azienda a collegarsi ad un livello più profondo, fatto di fiducia e credibilità.

Al contrario, se ci concentriamo solo sul cosa facciamo, rischiamo che i potenziali clienti si dimentichino di noi quando quel prodotto o servizio non gli serve più. Ed è proprio il confronto tra Apple e le sue aziende concorrenti a rendere chiara questa visione. Se i competitor comunicano partendo dal cosa:

Facciamo computer fantastici (cosa) sono ben progettati, semplici da usare e intuitivi (come)”,

Steve Jobs ed i suoi invertono l’ordine del messaggio partendo proprio dal perché:

“In tutto ciò che facciamo crediamo nella sfida dello status quo. Crediamo nel pensare diverso (perché). In particolare puntiamo sulla semplicità e l’intuitività di utilizzo (come) e quindi facciamo computer fantastici (cosa)”.

Ispirare è meglio di manipolare

“Con un messaggio aspirazionale si può convincere qualcuno a iscriversi a una palestra, ma portarcelo tre volte alla settimana richiede un po’ di ispirazione.”

Oltre a vari approfondimenti di tipo psicologico, nel libro di Sinek si affronta la differenza tra manipolazione e ispirazione.

Le aziende che non partono dal perché potranno fare leva solo su strategie persuasive o di manipolazione (ad esempio generare fatturato solo basandosi su offerte e sconti) perché non avranno altri messaggi da veicolare per invogliare il loro pubblico a sceglierle.

Viceversa, i brand che comunicano il loro perché riusciranno ad infondere nei loro clienti un senso di identificazione con il marchio così forte da ispirarli nelle scelte e nell’acquisto di prodotti.

“I grandi leader sanno ispirare le persone all’azione. Essere capaci di ispirare significa dare agli altri uno scopo o un senso di appartenenza che non ha nulla a che fare con incentivi esterni o vantaggi da conquistare.”

Qual è il tuo perché?

E la tua attività? Ha già trovato il suo perché? Raccontacelo nei commenti se ti va, sarà un piacere leggerti.